Tutto è iniziato ad aprile dell’anno, con il decreto legge sugli bonus di 80 euro per i lavoratori dipendenti. Per coprire un fetta di questo sgravio fiscale si decide di aumentare l’Imu sui terreni agricoli di 350 milioni di euro. Per garantire il maggiore gettito bisogna cambiare le regole per togliere un bel malloppo di esenzioni. E qui iniziano i problemi, perché l’amministrazione finanziaria fa spuntare il decreto che stabilisce le nuove regole solo il 28 novembre, a due settimane dalla scadenza del saldo da versare.

Il ritardo da il via a un mare di polemiche, anche perché secondo le nuove regole, la geografia dei singoli comuni viene stabilita in base all’altitudine registrata nel punto in cui si trova il municipio. Se è sopra i 600 metri, i terreni appartenenti al comune, sono esenti, se si trova tra i 281 ed i 600 metri sono esenti solo i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, ed infine sotto i 280 metri pagano tutti.

Il parametro scelto finisce per ignorare la geografia reale, visto che ci sono molti casi in cui il centro abitato e più in basso rispetto ai terreni – come avviene ad esempio nel caso delle Cinque Terre, o sulla Costiera Amalfitana. Alla fine al governo Renzi non resta che rinviare i termini di pagamento, visto che per di più il decreto arriva sulla Gazzetta Ufficiale solo l’8 dicembre, cinque giorni prima della scadenza per i versamenti.

A questo punto però bisogna applicare le regole europee, per cui la nuova scadenza non può essere fissata oltre il primo mese del nuovo anno: ed effettivamente si decide per il 26 gennaio. L’ultimo – forse – tassello arriva il dal Tar del Lazio, che sospende il decreto attuativo, per l’“assoluta incertezza dei criteri applicativi” e l’“irragionevolezza dell’imposizione non legata all’effettiva natura e posizione del bene”.

Siamo così arrivati al presente. Forse il governo Renzi deciderà di cambiare le regole, forse deciderà di non decidere. Insomma siamo ancora lontani da una soluzione della questione. Comunque vi terremo aggiornati.

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