Riassunto delle puntate precedenti: ad aprile il decreto che ha istituito il famigerato bonus di 80 euro aveva previsto che alla riduzione dell’Irpef sarebbe corrisposto anche un aumento del gettito relativo all’Imu sui terreni per 350 milioni di euro. Peccato che
il decreto attuativo è spuntato solo pochi giorni prima del 16 dicembre – ed entro quella data milioni di contribuenti avrebbero dovuto versare l’Imu sui terreni per tutto il 2014.

La rivolta contro l’ennesima stortura del nostro sistema fiscale ha generato la reazione del governo Renzi che sembra avviato a concedere una proroga al mese di giugno. Non si sa ancora quale sarà il mezzo scelto per procastinare il pagamento.

L’unica cosa certa è che la decisione ormai è stata presa, come ha confermato stamattina il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta durante il question time al Senato. Ovviamente questa misura non riguarderà i terreni che già pagano l’Imu.

Per spiegare questa mossa basta citare le firme dei 100 deputati del Pd hanno firmato la lettera scritta dagli onorevoli Enrico Borghi, Massimo Fiorio e Walter Verini che chiede a Matteo Renzi ed al ministro dell’Economia di spostare la scadenza. E all’interno dell’Ncd le cose erano diverse, visto gli annunci di Nunzia De Girolamo, ministro delle Politiche agricole durante il governo Letta e oggi presidente dei deputati Ncd.

Il pagamento della tassa dovrebbe essere spostata al mese di giugno del 2015. Questa nuova scadenza dovrebbe anche servire a modificare i criteri utilizzati per pagare la tassa. Il decreto ha fissato tre fasce calcolate in base all’altitudine nel centro del comune.

Questo criterio avrebbe finito per far pagare la tassa a terreni che in realtà si trovano ad altezze ben diverse da quelle del centro abitato. Il criterio quindi verrà modificato, ma sarà anche necessario trovare altri soldi se il gettito finisse per non essere pari ai 350 milioni preventivati.

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