Lo dice anche il governo: la Tasi l’anno prossimo costerà agli italiani più della vecchia Imu. C’è scritto nero su bianco nella relazione tecnica che accompagna la legge di stabilità per l’anno 2014. Il nuovo tributo con l’aliquota dell’uno per mille, porterà nelle casse dei comuni 3,764 miliardi di euro contro i 3,331 dell’Imu – il confronto vale per il gettito sulla prima casa. fin qui non c’è nulla di particolare da rilevare, visto che come rileva il Ministero dell’Economia in una nota: “il confronto tra la Tasi (tassa sui servizi indivisibili erogati dai Comuni) e le imposte contemplate nell’attuale ordinamento deve prendere in considerazione non soltanto l’Imu ma anche la componente della Tares relativa ai servizi indivisibili. Il gettito previsto dalla Tasi ad aliquota standard (1 per mille) pari a circa 3,7 miliardi è quindi inferiore al gettito pari a circa 4,7 miliardi oggi garantito – ad aliquota standard – dall’IMU sull’abitazione principale e dalla Tares servizi indivisibili, entrambe abolite. Il minor gettito per i comuni è compensato da trasferimenti dallo Stato“.

Il problema vero è un altro: nella legge di stabilità si lascia alla nuova imposta ampie possibilità di crescita: sull’abitazione principale, il tributo sui servizi indivisibili potrebbe arrivare al 2,5 per mille sulla prima casa, mentre sugli altri immobili Imu più Tasi non potranno sfondare quota 11,6 per mille – senza contare il fatto che il limite al 2,5 per mille, vale solo nel 2014. Al quadro bisogna aggiungere i 433 milioni in più che arriveranno dal fatto che non sarà più possibile detrarre 50 euro per ogni figlio – tali valori erano provvisori ed erano destinati a scomparire alla fine di quest’anno…

Ora la parola passa si comuni, che avranno la possibilità di azzerare l’imposta per alcune categorie – in genere le più povere… Certo il preambolo non dà grande fiducia sulla riduzione della fiscalità sul mattone
photo credit: ~jjjohn~ via photopin cc