Il governo avrà tempo sino al 31 luglio per stabilire l’aliquota di base dell’IMU, la nuova imposta che andrà a sostituire la vecchia ICI. È quanto prevede un emendamento dei relatori Antonio Azzollini e Mario Baldassarri (Pdl e Fli), al decreto di semplificazione fiscale, presentato in accordo con il governo. I due relatori hanno anche chiarito le modalità con cui dovrà essere pagata la prima rata dell’Imu, dopo le lamentele dei Centri di assistenza fiscale nel fine settimana per la mancanza indicazioni formali da parte del governo.

Le novità sull’IMU

Grazie alle modifiche proposte ieri, il Governo avrà la possibilità di modificare i parametri generali dell’imposta una volta verificato il gettito dell’acconto di giugno, in modo da garantire comunque alle casse pubbliche l’introito di 21,4 miliardi di euro atteso per quest’anno. L’acconto dell’Imu dovrà essere pagato entro il 18 giugno: questo sarà pari al 50% dell’imposta dovuta e andrà calcolato con le aliquote e gli sconti definiti dal decreto salva-Italia: 4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille sugli altri immobili.

Verificato in luglio il gettito dell’acconto, il ministero dell’Economia potrà apportare le correzioni del caso. Le correzioni potranno riguardare sia il livello delle aliquote nazionali sia i margini di manovra comunali. Adesso i sindaci possono far salire o scendere del 3 per mille l’aliquota ordinaria e del 2 per mille quella sulla prima casa. Inoltre, potrebbe cambiare anche la detrazione di 200 euro riconosciuta sull’abitazione principale, così come quella aggiuntiva di 50 euro oggi prevista per ogni figlio di età non superiore a 26 anni che abiti nella stessa casa.