Nuova scadenza domani per gli italiani proprietari di casa che hanno deciso di dilazionare il pagamento in tre rate dell’Imu. Secondo quanto stimato dall’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale curato dall’Uil Servizio Politiche Territoriali, sui 104 Comuni capoluogo di provincia, la rata autunnale inciderà mediamente 44 euro per la prima casa, con livelli decisamente più elevati se si guarda alle città principali (154 euro a Roma, 142 euro a Milano e 136 euro a Bologna).

La scadenza che preoccupa maggiormente i contribuenti è quella di dicembre poiché a differenza dei primi 2 acconti calcolati con le aliquote base (4 per mille per la prima casa e 7,6 per mille per la seconda), quella finale si baserà sulle aliquote decise dai singoli Comuni che hanno la facoltà di aumentarle o diminuirle del 2 per mille sulla prima casa e del 3 per mille sugli altri immobili. Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, rimarca come nei capoluoghi di provincia i sindaci hanno cercato di limitare gli aumenti d’aliquota sulla prima casa, optando invece per ritocchi sostanziosi verso l’alto dell’aliquota degli altri immobili arrivando in molti casi a quella massima (10,6 per mille). Ta le città che hanno già deliberato le aliquote, 34 hanno aumentato quella per la prima casa, mentre 79 hanno ritoccato al rialzo quella per gli altri immobili. A dicembre mediamente secondo l’osservatorio UIL agli acconti di giugno e settembre (complessivi 88 euro per la prima casa), si dovranno aggiungere altri 58 euro, con punte di 331 euro a Roma. Per le seconde case l’Imu passa da un acconto medio di 321 euro a un saldo di 467 euro, con punte di 1.209 euro a Roma, 1.150 euro a Milano e 1.121 euro a Bologna. Complessivamente l’Imu peserà quest’anno 146 euro medi per la prima casa e 788 euro per una seconda casa. A Roma gli esborsi maggiori con l’Imu sulla prima casa che sarà mediamente di 639 euro quest’anno, segue Milano a 427 euro, Rimini a 414 euro, Bologna a 409 euro e Torino a 323 euro.

Grilli rilancia su riforma del catasto
Intanto ieri il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha preannunciato l’inizio al più presto del processo di riforma del catasto che durerà 2-3 anni. “La valutazione del patrimonio immobiliare italiano – ha detto Grilli intervenuto a Sky TG24 – non è aggiornata ed è spesso sperequata. Meno ottimista sui tempi il direttore dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, che alla Camera ha parlato di almeno 4-5 anni. Alemanno ha rimarcato come attualmente per le abitazioni il valore di mercato in media a 3,73 volte la base imponibile a fini Ici, con i canoni di affitto mediamente 6,46 volte le rendite catastali.