L’Imu è come uno zombie. Quando uno crede di averla definitivamente archiviata, torna a farsi viva. Il braccio di ferro sulla riorganizzazione e ricapitalizzazione di Bankitalia rischia di portarsi dietro lo spettro della seconda rata Imu 2013.

Colpa del governo Letta, che ha riunito nello stesso decreto i due temi, ma colpa anche del fuoco di sbarramento di M5S e di Forza Italia (che quando era al governo sosteneva con forza le norme che ora avversa…).

Se il famigerato decreto Imu-Bankitalia non dovesse essere convertito entro oggi, noi contribuenti dovremmo presentarci alla cassa per pagare una fattura di 2,2 miliardi di euro… La cosa non dovrebbe dispiacere alle imprese (e in particolare le banche ed assicurazioni) che dovrebbero pagare l’abolizione della seconda rata con l’aumento degli acconti fiscali.

Tra prima e seconda rata, l’acconto Ires sui redditi 2013 sale al 128,5% per banche ed assicurazioni, e al 102,5% per le altre imprese. Ovviamente vi terremo aggiornati.

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