Le dichiarazioni del viceministro dell’Economia Pier Paolo Baretta anticipano le mosse future del governo Letta. Grazie alla spending review dovrebbero essere trovati due miliardi di euro per cancellare la prima rata 2013 dell’Imu, mentre la seconda rata verrà sostituita – insieme alla Tares – dalla service tax. Nelle parole di Baretta, questa tassa non dovrebbe colpire la prima casa, perché il governo dovrebbe provvedere a trasferire ai comuni un paio di miliardi di euro.

Peccato che il gettito dell’Imu prima casa garantiva ai comuni grossomodo il doppio di quella cifra. Per cui in realtà il governo sta rovesciando sugli enti comuni la patata bollente dell’esenzione Imu sulla prima casa. E quindi ci saranno con ogni probabilità due scenari. Se il governo dovesse effettivamente trasferire due miliardi di euro ai comuni, gran parte dei comuni utilizzeranno questi soldi per esentare dal pagamento i proprietari di prima casa che avrebbero pagato meno di 300-400 euro (ovviamente questa franchigia potrebbe aumentare o diminuire).

Se poi il trasferimento verso i comuni dovessero saltare, tutti i proprietari si troverebbero a pagare le stesse cifre dell’Imu con la nuova tassa. Non dimenticate poi che la sfiducia al governo Letta potrebbe causare il pagamento a settembre della rata Imu sospesa a giugno. Insomma ancora una volta la politica non ci fa un figurone. E fa un assist involontario al M5S.

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