La legge di stabilità ha spostato al 24 gennaio il termine ultimo per il pagamento della mini Imu 2013 sulla prima casa, nei Comuni che hanno aumentato l’aliquote Imu sull’abitazione principale al di sopra del 4%. Il gettito complessivo previsto è di 440 milioni di euro e l’esborso potrebbe arrivare a superare i 300 euro.

Per capire se ci tocca pagare l’iniquo balzello, il primo passo è quello di verificare se l’aliquota del comune in cui viviamo è ancora al 4 per mille o è cresciuta. Per esserne sicuri è necessario cercare questa informazione sul sito Internet del comune – sul sito del ministero c’è una pagina dedicata ad un vero e proprio motore di ricerca (clicca qui per entrare), ma i comuni non sono obbligati a segnalare la variazione dell’imposta.

In alternativa ci si può rivolgere ai Centri di assistenza fiscale – o Caf. Se siamo tra gli abitanti di uno dei comuni in cui è stata aumentata l’aliquota, il primo passo è stabilire l’Imu 2013 complessiva. Si può calcolare moltiplicando l’aliquota per la rendita catastale moltiplicata per 168, dal valore così calcolato dovremo poi togliere la detrazione forfettaria di 200 euro oltre a quella per i figli minori di 26 anni che abitano nella stessa casa – 50 euro per ogni creatura…

A questa somma bisogna togliere quella che si ottiene facendo lo stesso calcolo sostituendo all’aliquota deliberata dal comune nel 2013 il valore standard del 4 per mille. L’ultimo passaggio è il calcolo del 40% della differenza tra questi due valori.

Ovviamente pagheranno di più gli abitanti dei comuni in cui l’aliquota è al livello massimo – il 6 per mille. Si tratta di città come Milano, Napoli, Perugia, Parma, Ancona, Frosinone, Piacenza, Rieti. In queste città la mini-Imu sarà pari a circa 269 per 2.000 euro di rendita catastale.

I contribuenti che abitano in città come Roma, Bologna e Verona – dove l’aliquota è del 5 per millepagheranno più o meno la metà. Tra queste due somme si situeranno i contribuenti che risiedono ad Avellino, Foggia o Terni (5,5 per mille), Torino (5,75 per mille) o Genova (5,8 per mille). Ricordate che se l’abitazione ha un valore catastale molto basso, l’importo da versare potrebbe essere inferiore ai dodici euro. In questo caso non è necessario effettuare alcun versamento.

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