Il 62% del gettito previsto dall’applicazione dell’Imu sarà in capo alle famiglie italiane, il restante 38%, invece, graverà sulle attività economiche. I conti li ha fatti la CGIA di Mestre che ha cercato di capire come sarà suddiviso il gettito derivante dall’applicazione della nuova imposta sulle abitazioni e sui beni strumentali.

Quasi la metà del gettito proverrà dai proprietari di seconde case

Rispetto ai 21,4 miliardi di euro di gettito attesi dal fisco italiano, la simulazione della CGIA è avvenuta su un ipotetico gettito complessivo pari a 18,4 miliardi di euro. Quest’ultimo importo diverge da quello ufficiale per il fatto che i calcoli sono stati effettuati senza considerare il gettito proveniente dai terreni, dagli immobili situati nelle province autonome di Trento/Bolzano e da tutte le tipologie di immobili con vocazione potenzialmente “no profit”.

Pertanto, su un gettito totale stimato dalla CGIA pari a 18,4 miliardi di euro, 3,1 miliardi saranno in capo ai proprietari di prima casa (pari al 17,2% del totale), 8,2 miliardi peseranno sui proprietari di seconde e terze case (44,8% del totale), mentre gli imprenditori dovranno pagare poco più di 7 miliardi di euro (38% del totale).

“In una fase recessiva che in questi ultimi tempi ha contratto ulteriormente i consumi – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – l’applicazione di questa nuova imposta inciderà non poco sui bilanci delle famiglie e delle imprese, con gravi ripercussioni su tutta l’economia. Visto che il Governo si è riservato la possibilità di modificare le aliquote entro il 10 di dicembre, auspichiamo che lo faccia quanto prima, alleggerendo il carico fiscale sui contribuenti italiani che mai come in questo momento necessitano di un aiuto. ”