L’Imu è una delle tasse più odiate dagli italiani insieme al canone. Fino a qualche mese fa ai comuni era stato impedito di fare cassa sugli immobili ma Monti ha pensato che non si potesse escludere questa gabella in vista del risanamento dei conti del nostro paese. 

Ci troviamo così a pochi mesi dall’inizio del governo tecnico con la certezza che dovremo pagare l’Imu al nostro comune ma è praticamente impossibile sapere quanto i cittadini proprietari dovranno versare e soprattutto quando.

La rateizzazione, le famose tre rate, di cui si sente tanto parlare in tv, sembrano più che altro una trovata mediatica. Cerchiamo di fare chiarezza. I contribuenti possono scegliere le tre rate: due acconti il 18 giugno e il 17 settembre e poi un saldo il 17 dicembre. Oppure possono usare gli appuntamenti tradizionali di giugno e dicembre, quindi due rate.

Gli acconti si calcoleranno con le aliquote standard e quello che sceglieranno i comuni si sentirà sul saldo. Quindi negli acconti di dovrà pagare il 4 per mille per l’abitazione principale, il 7,6 per gli altri immobili e il 2 per mille per i fabbricati strumentali.

Soltanto il saldo si potrà pagare tramite bollettino postale. Gli acconti dovranno essere versati tramite F24. Il problema resta per i comuni che decideranno di fare cassa subito, perché i residenti potrebbero trovarsi a pagare molto nei primi due acconti ma a saldare poi il 65% della tassa soltanto a dicembre. Una situazione che il governo si sta impegnando a risolvere.