Il conto alla rovescia segna 21. I Comuni hanno ancora tre settimane di tempo prima di fare una scelta definitiva sui tributi comunali. Molti di loro stanno sfruttando questo termine fino in fondo, anche perché – come sempre – la legge di stabilità è ancora in alto mare… E così poco o nulla si sa sulla seconda rata Imu e così via… Dalle scelte fatte però il quadro sembra chiaro: ancora una volta il conto è aumentato. E noi dobbiamo pagarlo.

A Milano, nel 2012 l’addizionale Irpef era progressiva, veniva pagata solo dai redditi oltre i 33.500 euro ed aveva un’aliquota dell”8 per mille solo ai redditi olte i 75.000 euro. Nel 2013 chiederà l’aliquota massima a tutti – si salva solo chi guadagna meno di 21.000 euro. Aumenta pure l’Imu sull’abitazione principale, che passa dal 4 al 6 per mille. Il comune spera che l’indennizzo statale arriva ad aliquote 2013, mentre è forte la probabilità che la compensazione sia commisurata alle vecchie aliquote.

A Torino, l’Imu sulle abitazioni principali – che ovviamente sono solo le case di lusso – è del 5,75 per mille, contro il 10,6 per mille degli altri immobili. Addizionale Irpef all’8 per mille – viene esentato solo chi guadagna meno di 11.200 euro. A Genova, l’Imu sull’abitazione principale arriva al 5,8 per mille come a Milano, l’altra aliquota è al 10,6 per mille – c’è qualche sconto per capannoni, negozi ed affitti a canone concordato. Addizionale Irpef al livello massimo come gli altri due comuni – esente chi guadagna meno di 10.000 euro l’anno.

Anche Venezia applica l’8 per mille a tutti i redditi sopra i 21.000 euro – come il capoluogo lombardo. Imu ferma al 2012, ovvero 4 per mille alle abitazioni principali e il 7,6 per mille agli altri – 10,6 per mille alle imprese che non hanno aumentato l’occupazione. Firenze con le stesse aliquote del 2012: Imu al 4 per mille sulle abitazioni principali e al 10,6 per mille sugli altri immobili – con qualche sconticino. Addizionale Irpef al 2 per mille, senza esenzioni.
A Roma l’Imu dovrebbe restare al 5 per mille sulle abitazioni principali e al 10,6 per mille sugli altri immobili (abbassato al 7,6 per mille per i negozi e laboratori utilizzati dal proprietario). Addizionale Irpef un punto sopra il tetto massimo dell’8 per mille previsto per gli altri comuni, e c’è il rischio che l’anno prossimo si arrivi al 12 per mille

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