E’ iniziato un nuovo anno solare ed è iniziato anche un nuovo anno fiscale che ha portato con sé numerose novità, dalla definizione del nuovo regime dei minimi fino all‘introduzione dell’Imu che sostituisce ed integra la vecchia Ici. L’Ici è una delle tasse peggio digerite dagli italiani che la mettono al secondo posto tra le imposte più antipatiche, giusto dopo il Canone. Per questo motivo la decisione di Monti di reintrodurre la tassa sulla casa ha sollevato un vespaio di polemiche.

Stavolta però non si va a battere cassa soltanto tra i proprietari di una casa ma si estende il pagamento di questo tipo di imposta anche ad altre strutture che non erano finora inserite sotto il cappello della vecchia Ici.

Nel decreto Salva-Italia, infatti, è prevista l’Imu anche per le costruzioni rurali, siano esse abitazioni, fienili, stalle o giù di lì. Cosa vuol dire? Che non c’è più alcuna distinzione tra i fabbricati e che anche le strutture agrituristiche inizieranno a rendere qualcosa all’Erario.

Finora gli agriturismi erano sottoposti ad una tassazione ad hoc, dal 2012 dovranno pagare un tribuno “nuovo”, l’Imu. Il fatto che oltre alla tassa, probabilmente, molti dovranno ricorrere anche ad un commercialista per sbrigare le pratiche di iscrizione al catasto.

Finora, gli immobili rurali erano iscritti nel Catasto dei terreni.