Come abbiamo già scritto, l’accoppiata Imu e Tasi ha garantito nell’anno passato un gettito praticamente invariato rispetto all’Imu 2012 – 23,9 miliardi di euro nel 2014 contro il 23,8 del 2013. Dal quadro tracciato dal rapporto “Gli immobili in Italia” dell’Agenzia delle Entrate e del Dipartimento delle finanze del Tesoro risulta però anche un altro aspetto: le modifiche apportate alle tasse sulla casa hanno generato un’imposizione molto meno equa della precedente – ovvero i cittadini ricchi, che presumibilmente abitano in immobili con una maggiore rendita catastale, hanno pagato una tassa sulla casa più bassa, mentre per i cittadini poveri si è verificato l’opposto (l’osservazione val eper.

I calcoli sono presto fatti e il confronto è impietoso: chi ha pagato fino a 50 euro ha dovuto sostenere in media degli aumenti del 21,7% (il confronto è con il 2012), per chi si è trovato a pagare una somma compresa tra 50 e 100 euro le cose sono addirittura andate peggio, visto che l’aumento è stato in media del 40,1%. All’opposto chi ha sostenuto tasse sulla casa per somme comprese tra i 500 e 600 euro ha ottenuto uno sconto del 32,9%, una riduzione che è sale al 49,6% per chi ha spende per Imu e Tasi più di 600 euro.

La conferma del fatto che la combinazione di Imu e Tasi abbia portato a ridurre la progressività dell’imposizione sulla casa viene anche da quanto le diverse classi di reddito abbiano partecipato al gettito fiscale complessivo – la considerazione ovviamente vale per le sole abitazioni principali. I redditi più bassi che vengono raggruppati nel primo decile, hanno pagato il 2,2% del gettito complessivo – era l’1,7% nel 2012 -, mentre i più ricchi inclusi nell’ultimo decile, hanno pagato il 23,9% del gettito – contro il 26,5% del 2012.

I 23,9 miliardi sono solo una parte delle tasse sulla casa pagate. Nel 2014, bisogna aggiungere al conto anche l’Irpef fondiaria e sulle locazioni (6,5 miliardi), l’Ires (600 milioni), e le imposte che pesano sulle compravendite immobiliari, come l’Iva (4,2 miliardi), le imposte di registro e di bollo (2,6 miliardi), le imposte ipotecarie e catastali (1,4 miliardi), o quelle su successioni e donazioni (600 milioni). Chiude l’elenco la cedolare secca sugli affitti (1,1 miliardi). Il gettito complessivo delle tasse sulla casa è stato pari nel 2014 a 42,1 miliardi di euro.