Se si da retta al rapporto “Gli immobili in Italia” dell’Agenzia delle Entrate e del Dipartimento delle finanze del Tesoro il gettito fiscale che deriva dalle tasse sulla casa – ovvero da Imu e Tasi è rimasto praticamente invariato tra il 2012 ed il 2014 – nel 2013 il governo Letta aveva “cancellato” le tasse sulla prima casa e quindi non può essere confrontato -: 23,8 miliardi di euro erano entrati nelle casse dello Stato sotto questa voce nel 2012 contro i 23,9 miliardi dell’anno passato.

L’importo totale può essere così suddiviso: l’Imu ha generato un gettito di 19,3 miliardi, mentre l’ultima arrivata – nata per sostituire l’Imu sulla prima casa -, la Tassa sui Servizi Indivisibili (Tasi), ha garantito entrate fiscali per 4,6 miliardi. Tanti soldi, ma si potrebbe fare ancora meglio, perché secondo le stime dei due organismi resiste un’ampia area di evasione fiscale che viene stimata in 4,3 miliardi di euro. in termini percentuali, l’evasione rappresenta il 18,4% del gettito inizialmente previsto per le tasse sulla casa – ovvero quasi un euro sui cinque teoricamente dovuti dagli italiani. E si capisce come sia difficile estirpare tale fenomeno dal fatto che l’evasione è rimasta praticamente invariata tra il 2012 ed il 2014. E questo nonostante in Italia 3 famiglie su 4 risiedano in case di proprietà.

C’è da rilevare poi che il gettito fiscale invariato nasconde una diversa modulazione del carico impositivo: nell’anno passato il gettito di Imu e Tasi è calato del 12,6% sulla prima casa (che corrisponde ad una riduzione di 3,5 miliardi di euro) – a cui è corrisposto un aumento dell’imposizione sulle seconde case e gli immobili commerciali per circa 4 miliardi. Da questi calcoli si può arrivare a calcolare il carico medio per i proprietari di prima casa: siamo in leggero calo visto che era di 227 euro nel 2012, mentre l’anno passato la cifra è scesa a 204 euro.

Un’ultima annotazione: secondo il rapporto “Gli immobili in Italia“, c’è stato anche un lieve incremento – tra il 2013 ed il 2014 – nelle imposte sui trasferimenti, che sono passate da 8,7 a 8,9 miliardi di euro – è il risultato di una leggera ripresa nel mercato immobiliare registrata verso la fine dell’anno passato.