Non c’è italiano che non lo sappia. Abbiamo tempo fino al 16 dicembre per pagare il saldo per l’Imu e la Tasi. Quasi tutto sanno anche che il governo Renzi intende cancellare questa stupidaggine della doppia tassa dal prossimo anno per istituire la Local tax.

Molti sono passati alla cassa per versare la prima rata dell’imposta solo due mesi fa. Ci riferiamo ovviamente agli oltre 5.200 comuni che hanno saltato l’appuntamento inizialmente previsto per il mese di giugno. E poi ci sono i cittadini dei 659 comuni in cui non è stata presa alcuna delibera e che dovranno pagare la Tasi tutta assieme a dicembre.

Visto che si tratta di un’imposta municipale, l’impatto non sarà uniforme in tutta Italia. Per capirlo basta un esempio: a Bari chi ha una casa con rendita catastale di 450 euro e che rappresenta l’abitazione principale di una famiglia con reddito Isee di 10.000 euro, non paga nulla come Tasi, mentre una famiglia che si trova nella stessa situazione a Belluno dovrà pagare una tassa per 189 euro.

Secondo la Uil, complessivamente il gettito della Tasi sarà inferiore a quello dell’Imu, ma come indica uno studio elaborato dal Servizio Politiche Territoriali della Uil “la distribuzione della nuova tassa è meno equa“, perché “pagherà un po’ di più chi prima era esente o pagava cifre basse e pagheranno molto meno i proprietari di quelle abitazioni con rendite catastali elevate“.

Secondo il sindacato il 53,5% dei contribuenti pagherà di più. In media si pagheranno 156 euro, e la somma salirà a 197 euro nei capoluoghi. La città più cara sarà Torino con un’imposta media di 403 euro, dietro la città piemontese ci sono Roma (391), Siena (356) e Firenze (346). Dall’altra parte della barricata ci sono i comuni che hanno cancellato l’imposta o Olbia e Ragusa, che hanno fissato un’aliquota zero.

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