Siamo arrivati alla vigilia dell’ultima data utile per pagare la prima rata di Imu e Tasi. Secondo i calcoli della Uil, sono 19,7 milioni i proprietari di prima casa e 25 milioni i proprietari di altri immobili chiamati a versare le due imposte. Sempre secondo le stime del sindacato, gli italiani dovranno versare 9,7 miliardi di euro per la prima casa e 2,3 miliardi di euro per la seconda. Complessivamente le tasse sul mattone portano un gettito record di 50 miliardi di euro – 38 dei quali vengono pagati dalle famiglie. Negli ultimi quattro anni la crescita è stata molto rapida, visto che è passata dai 38 miliardi di euro del 2011 ai 50 e più del 2014. Sulle famiglie si è passati da 31 a 38,2 miliardi – per una crescita pari a 7,2 miliardi (ed una crescente incidenza delle imposte di tipo patrimoniale, passate da 16,1 a 27,5).

Le ragioni di questo aumento sono diverse. C’è l’introduzione dell’Imu al posto dell’Ici e di una parte dell’Irpef prelevata sugli immobili, il passaggio da Tarsu a Tares ed infine alla Tari – che ha provocato un aumento del gettito pari a circa 2 miliardi -, l’introduzione della Tasi, con un gettito complessivo pari a 4,6 miliardi. Con l’introduzione dell’Imu è cambiato il prelievo fiscale sugli immobili che ora sono più legati alla componente patrimoniale, e non alla produzione di reddito immobiliare. L’incremento di tassazione determinato dal passaggio dall’Ici all’Imu è stato pari al 107,4% e rappresenta l’incremento più rilevante nel campione di 34 paesi per i quali esistono i dati Eurostat e Ocse. L’entità del gettito delle tasse sul mattone è passato dallo 0,6% – il rapporto percentuale è con il Pil – all’1,4% e poi all’1,2%. Questo valore colloca il nostro paese al sesto posto della classdato colloca l’Italia al sesto posto nella classifica europea – il primo è il Regno Unito, ed è seguito da Francia, Islanda, Danimarca, Belgio.