Ci avviciniamo alla prima scadenza per l’Imu e la Tasi 2015. Quest’anno non dovrebbero esserci tutte le complicazioni registrate per l’anno passato, per cui pagheremo una prima rata entro il 16 giugno, mentre il saldo dovrà essere versato entro il 16 dicembre. Visto che molti comuni non hanno ancora pubblicato la delibera per le due imposte sulla casa relative al 2015 – anche perché la data di approvazione per i bilanci è slittata dal 31 maggio al 31 luglio -, se non si hanno le aliquote per l’anno in corso, si deve provvedere a fare i conti per la prima rata con i dati 2014.

Chi ha solo la prima casa deve pagare unicamente la Tasi – a meno che si tratti di un immobile di lusso (e quindi appartenente alle categoria catastali A/1, A/8 e a/9). In questo caso si paga anche l’Imu. La prima casa è quella in cui risiediamo o è stata assegnata all’ex coniuge. Questo concetto si può allargare ad una pertinenza per ogni categoria – un box, una cantina, etc. etc.

In alcuni comuni sono stati esentati dall’imposta – o hanno avuto trattamenti speciali – gli immobili dati in comodato gratuito ai figli o ai genitori con Isee non superiore a 15.000 euro (o ancora gli anziani ricoverati in case di cura). L’aliquota base della Tasi è anche per quest’anno dell’1 per mille, quella massima è sempre del 2,5 per mille, ed è restata pure la possibilità di introdurre una maggiorazione fino allo 0,8 per mille per finanziare le detrazioni.

La somma di Imu e Tasi non può superarare il 10,6 per mille – e con la maggiorazione non si può sforare l’11,4 per mille. Imu e Tasi si calcolano allo stesso modo: si prende la rendita catastale, la si rivaluta del 5% e poi si moltiplicata per 160 – nel caso di abitazioni, pertinenze e altri immobili commerciali -, per 80 – nel caso di immobili accatastati come uffici -, o ancora per 55 – negozi e botteghe.

La base imponibile va ridotta del 50% per fabbricati di interesse storico o artistico oppure inagibili o inabitabili. Una parte della Tasi, in una quota variabile per legge tra il 10% e il 30% è dovuta dagli inquilini – se siamo in presenza di locazione per periodo superiore ai sei mesi. La quota dovuta dall’inquilino non può essere richiesta al proprietario, e viceversa.