Si avvicina la scadenza del 16 dicembre per pagare il saldo di Imu e Tasi – e sarà anche l’ultima volta in cui i proprietari di prima casa pagheranno il balzello sui servizi indivisibili dei Comuni. A pagare saranno 19,7 milioni di proprietari di prima casa chiamati a versare Tasi, ai quali si aggiungono 25 milioni di proprietari di altri immobili chiamati a versare l’Imu e Tasi insieme. Le entrate tributarie dovrebbero essere pari a 12,8 miliardi di euro (10,1 per l’Imu e 2,7 per la Tasi), e quindi il gettito complessivo dovrebbe sfiorare i 25 miliardi di euro.

Secondo uno studio del Servizio Politiche Territoriali della Uil, il costo medio sarà di 191 euro per famiglia – 101 da pagare a dicembre -, contro i 175 euro del 2014. Ciò significa che c’è stato un aumento medio del 9,1%. Nelle sole città capoluogo il costo medio sale a 203 euro – 106 da pagare con il saldo di dicembre -, contro i 194 euro dell’anno passato (+4,6%). Molto più salato il conto per chi  ha una seconda casa: il costo medio dell’Imu è stato di 887 euro – 448 euro da pagare con il saldo di dicembre. Un valore medio che nasconde le punte pagate a Roma (2.028 euro), Milano (1.828 euro), Torino (1.792 euro) e Bologna (1.748 euro).

La tendenza generale è stata quella di confermare le aliquote dello scorso anno, con 958 Comuni (il 12,4% del totale), che hanno aumentato le aliquote o ridotto le detrazioni – tra di loro ci sono anche  12 capoluoghi di provincia -, mentre altri 143 municipi hanno deciso di ridurre le aliquote o aumentare le detrazioni – tra di loro ci sono anche 6 capoluoghi. Tra chi ha aumentato le aliquote ci sono Ragusa, che passa da zero ad un’aliquota del 2,5 per mille, Enna (l’aliquota passa dall’1 al 2,5 per mille), Crotone, Sondrio, Catanzaro, L’Aquila, Matera, Siracusa, Viterbo. Tra le Città dove la Tasi  diminuisce ci sono Bari, Campobasso, Isernia, Oristano, Trapani.

Secondo il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy: ”ogni riduzione del carico fiscale è benvenuta, compresa la Tasi, dal momento che l’81% dei proprietari di un’abitazione principale sono lavoratori e lavoratrici dipendenti e pensionate e pensionati anche se è sempre opportuno mantenere un principio di equità agevolando, il più possibile, le persone meno fortunate. Tuttavia, diventa fondamentale assicurare nel tempo e strutturalmente la totale e completa copertura delle risorse ai Comuni, per evitare ciò che è già accaduto in passato: si toglie una tassa e si aumentano altre tasse, oppure si riducono i servizi essenziali. È bene ricordare che il sistema di tassazione e tariffazione locale non è composto solo da Tasi, Imu e Addizionale Comunale Irpef (tributi questi che per il 2016 non potranno aumentare), ma offre un ampio ventaglio di balzelli che colpiscono, più o meno, la stragrande maggioranza delle famiglie come le tariffe sugli asili nido, le residenze per anziani, i trasporti e la tassa rifiuti (Tari), per i quali, per il prossimo anno, si potrebbero verificare ulteriori aumenti rispetto a quelli già registrati nel corso di quest’anno“.