La rotta l’aveva tracciato Mario Monti ed il suo governo tecnico, quando nel decreto “Salva-Italia” aveva imposto una vera e propria patrimoniale sul risparmio, che colpiva gli investimenti con un prelievo salito al primo gennaio scorso allo 0,15%. Un colpo passato in relativo silenzio davanti alla riforma delle pensioni targata Fornero.

Ora l’esecutivo tecnico è stato imitato dal governo Letta con la decisione di tagliare in modo draconiano la detrazione fiscale su Polizze Vita e infortuni per contribuire a coprire la cancellazione dell’Imu 2013. Un altro caso di governo, e quindi di Stato che abdica al suo ruolo di motore di comportamenti positivi, ovvero vantaggiosi per i propri cittadini ma anche per la collettività. Della serie cornuti e mazziati: le pensioni saranno pari al 55-60% dello stipendio e come governo colpisco pure il risparmio previdenziale

Con la scelta è stato penalizzato il risparmio assicurativo – con  un ricavo di 400 milioni di euro per il 2013 e circa il doppio per il 2014 -, per sostenere il mattone. Le case in Italia costano tanto – in particolare se confrontate con il potere di acquisto degli italiani – e con questo passaggio probabilmente domani costeranno di più. E l’arrivo il prossimo anno della Service Tax non dovrebbe portare ad una riduzione duratura dell’imposizione sulla casa, e quindi ad una ripresa del settore.

L’impressione è che, ancora una volta, la politica abbia raggiunto un accordo un po’ miope. Non si potevano trovare i soldi da altre parti?

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