Una settimana fa vi abbiamo raccontato dell’Imu sui terreni agricoli – o Imu agricola – e di tutti gli errori compiuti su questo tema dal governo Renzi. Il Consiglio dei ministri di venerdì scorso -  mancavano tre giorni alla scadenza del pagamento dell’imposta – ha cercato di trovare una soluzione al problema: è stato cancellato il criterio secondo il quale un comune è montano o no in base all’altitudine registrata nel punto in cui si trova il municipio ed è arrivata la decisione di tornare ai vecchi parametri Istat.

Il risultato finale è che ora i comuni che si trovano in uno stato di esenzione totale sono 3.456 – mentre prima erano 1.498 – mentre l’esonero parziale ora riguarda 655 comuni – qui trovate l’elenco dei comuni e l’indicazione se devono o meno pagare l’imposta. Chi dovrà comunque pagare avrò tempo fino al 10 febbraio. Come spiega il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina “Abbiamo lavorato per una soluzione definitiva e strutturale della vicenda Imu sui terreni montani. Con il decreto di oggi abbiamo risolto i problemi amministrativi sopravvenuti e tutelato ancora di più coloro che vivono di agricoltura nei territori rurali“.

Secondo il decreto legge sugli bonus di 80 euro dall’Imu agricola dovevano arrivare 350 milioni di euro. Con queste regole il gettito atteso è più limitato – dovrebbero mancare all’appello circa 100 milioni di euro. Questa è la stima del viceministro del viceministro alle politiche agricole alimentari e forestali Andrea Olivero, ma – sono le sue parole “è giusto fare questo sforzo e non caricare di ulteriori pesi i comuni montani“.

Sulla soluzione trovata la posizione delle organizzazioni agricole è diversa. Secondo Coldiretti, Matteo Renzi ed il ministro Maurizio Martina hanno “dimostrato grande sensibilità nei confronti di quanti vivono e lavorano nelle aree di montagna, dove svolgono un ruolo di presidio del territorio insostituibile per l’intera collettività“. Di parere diverso Copagri, l’organizzazione si dice insoddisfatta,  e quanto fatto “non risolve assolutamente la questione e, anzi, l’agricoltura si trova a pagare la necessità di fare cassa“.

») che mancherebbero all’appello degli incassi del Fisco.

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