La tassa sulla prima casa è uno degli appuntamenti più temuti dagli italiani che devono fare i conti con la crisi economica che ha ridotto la loro capacità di rimborso del credito. La stampa spiega che ci sarà un’altra stangata per i consumatori e questo, chiaramente, non piace. 

La tassa sulla prima casa è una gabella che molti non vorrebbero far pagare alle persone che hanno ancora un mutuo in essere, in fondo per i mutuatari quel tetto sulla testa non è ancora una proprietà effettiva.

A parte proposte e polemiche è stato definito il tempo in cui questa tassa dovrà essere pagata. La dichiarazione era stata fissata alla fine di luglio ma una modifica al Decreto Salva Italia che è parte della legge di conversione del Dl fiscale, dovrebbe far slittare la scadenza alla fine di settembre.

Per adesso l’Imu, o meglio il suo pagamento, è svincolato dai versamenti che dovranno comunque essere portati a termine calcolando l’imposta dovuta all’Erario. In pratica, quando la tassazione sarà definita, si dovrà ricordare il metodo di calcolo usato nei versamenti e andrà riportato in dichiarazione.

Preoccupa l’Imu anche perché è passato molto tempo dall’ultima volta in cui è stata pagata l’Ici, una tassa che comunque diverge parecchio dalla nuova gabella sulla casa.