Enrico Letta assicura che la questione Imu verrà risolta entro Ferragosto. Spesso però sui tempi ha dimostrato di azzeccarci poco – anche se non lo ho mai ammesso… Le ipotesi in campo le conosciamo tutti: il Pdl spinge per una totale eliminazione del balzello, mentre il Pd vorrebbe aumentare la cifra al di sotto della quale il contribuente non dovrebbe pagare l’imposta – si dibatte di una franchigia tra i 500 ed i 600 euro. L’altra ipotesi che il partito del premier propone è quella di collegare il pagamento dell’imposta al patrimonio del contribuente – un ottimo banco di prova per il nuovo modello di dichiarazione dell’Isee (ma forse sarebbe il caso di stabilire delle prime prove un po’ più semplici).

Sui giornali ed i mass media negli ultimi giorni sta prendendo quota l’ipotesi di una cancellazione dell’Imu, della nuova Tares e della maggiorazione per i servizi indivisibili – ovvero illuminazione, marciapiedi… – in una service tax sul modello inglese. In realtà si tratterebbe dell’ipotesi più fantasiosa, perché in genere tale imposizione viene pagata dagli inquilini, e quindi finirebbe per avere un impatto regressivo, simile a quello che verrebbe generato dalla semplice cancellazione dell’Imu sulla prima casa. E senza sapere quello che sarà, la proposta ha già scatenato le proteste dei sindacati inquilini.

Far pagare gli inquilini potrebbe rappresentare la classica goccia che fa traboccare il vaso… Noi comunque vi terremo aggiornati.

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