“Il reperimento delle risorse non è facile, si tratta di trovare un consenso politico se si vuole intervenire in un modo piuttosto che in un altro”. Insomma, per trovare le coperture ai tagli di imposte serve prendere “decisioni non facili”, così il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha risposto alla stampa che gli chiedeva sulla seconda rata dell’Imu durante la conferenza stampa di conclusione della sua visita a Londra.

Saccomanni, bisogna ammetterlo è sempre chiaro nelle sue dichiarazioni, ha anche aggiunto che non vuole “fare annunci di politica fiscale in tv o alla carta stampata prima delle decisioni politiche”. Una situazione difficile per il ministro.

Il peso dell’Imposta municipale, nonostante la cancellazione della prima rata sull’abitazione principale, è stato notevole nei primi 9 mesi 2013: secondo le rilevazioni del Mef è aumentato del 32,5% e gli incassi ammontano a 7,65 miliardi (+1,87 miliardi).

Da qui il paradosso su tutta la discussione dell’abolizione della seconda rata, cioè se si dovesse pagare, a fine anno si pagherà di più di quanto già versato in totale. Infatti nei comuni che deliberassero un aumento delle aliquote rispetto al 2012 (e hanno tempo per farlo fino al 30 novembre) per pagare solo la seconda rata 2013 i contribuenti finirebbero per sborsare di più di quanto versato lo scorso anno per l’intero balzello.

A sostenere il ministro, il suo sottosegretario Pier Paolo Baretta, secondo Beretta la seconda rata dell’Imu 2013 sulla prima casa non si pagherà: “Il governo conferma il suo impegno, per trovare i soldi necessari abbiamo tutto novembre”, ma “E’ presto per dare una risposta”.

Il viceministro Stefano Fassina, pd, invece è certo: “Garantisco che gli italiani non pagheranno la seconda rata Imu”.