E’ scaduto alla mezzanotte di ieri il termine entro il quale i comuni devono pubblicare sui propri siti internet il regolamento e le delibere con cui hanno modificato l’Imu. Se non lo fanno, secondo Il Sole 24 Ore, i contribuenti possono pagare basandosi sui valori 2012. Come ho scritto ieri, sul sito del ministero c’è una pagina dedicata ad un vero e proprio motore di ricerca che permette dicercare un comune per vedere se nel 2013 o negli anni precedenti ha prodotto regolamenti o delibere sulle aliquote Imu.

Questa ricerca però non basta – le cose dovrebbero cambiare nel prossimo anno -, perché hanno valore di legge solo i valori pubblicati direttamente sul sito Internet di ogni singolo comune. A quanto sembra le aliquote medie per quasi tutti i tipi di immobile sono in salita, e queste percentuali sono in crescita anche rispetto al monitoraggio fatto da alcuni Caf solo un mesetto fa…

C’era da aspettarselo, visto che in genere i primi a deliberare sono i comuni più virtuosi, mentre in genere quelli che deliberano per ultimi sono in genere le amministrazioni che hanno problemi di bilancio. Andare sul sito serve anche per capire meglio la propria situazione. Per esempio si può vedere se il proprio comune ha assimilato all’abitazione principale le case date in comodato gratuito ai parenti di primo grado – ovvero a genitori e figli

photo credit: psiaki via photopin cc