Cosa ci possiamo aspettare dal prossimo governo? Grazie al direttore centrale per la ricerca economica e le relazioni internazionali della Banca d’Italia, Daniele Franco, sentito dalle commissioni speciali congiunte di Camera e Senato ne possiamo capire qualcosa di più. Prendete l’imposta – probabilmente – più odiata dagli italiani, ovvero l’Imu. Si può anche cancellarla, ma solo sostituendola con un’imposta di pari valore…

Colpa anche dell’”elevato livello di evasione fiscale” che “rende il carico sui contribuenti onesti ancora più ingente”, e rappresenta un “ostacolo alla crescita“. La pressione fiscale è superiore alla media europea e bisognerebbe rimodularla “in modo da ridurre le distorsioni nell’offerta dei fattori produttivi”.

Uno dei tanti compiti che toccheranno al prossimo governo, che si dovrà impegnare anche – “compatibilmente con i vincoli di bilancio” -, nella predisposizione di “ulteriori misure di sostegno al sistema produttivo e alle fasce più deboli della popolazione”.  Se si vorrà mantenere il dogma del pareggio di bilancio, queste misure il futuro governo del presidente dovrà impegnarsi in una manovra di 16-17 miliardi di euro cumulata nel triennio 2015-17.

A queste cifre bisognerebbe aggiungere, secondo Franco, altri 20 miliardi di euro per ripianare i debiti della Pubblica amministrazione - se si vuole mettersi al passo con i tempi di pagamento degli enti pubblici nel resto dell’Europa

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