Nel discorso che ho fatto alle Camere c’è chiaramente scritto che noi faremo un riforma che supera l’Imu così com’è e riconfermo che questa è l’indicazione” del governo del consiglio dei ministri.
Così Enrico Letta ha commentato la scorso fine settimane in Parlamento le osservazioni del Fondo monetario internazionale a proposito dell’abolizione dell’Imposta municipale unica sulla prima casa: un bene tassato, ci fanno notare in sede internazionale, in qualsiasi Paese.
Sarà una discussione collegiale” tra i ministri e sarà coinvolto il Parlamento, ha aggiunto il premier, dopo che su stampa e web echeggiavano le proteste dei più autorevoli esponenti del Pdl.
Il vicepremier Alfano aveva attaccato infatti l’uscita del Fmi via Twitter: “Fmi come di consueto ha dato molti consigli all’Italia, alcuni li accetteremo altri no. Sull’Imu non accetteremo consiglio Fmi”. “Bene Alfano. Via Imu e museruola al Fmi, risarcisca le vittime dei suoi capi”, gli aveva fatto eco, sempre su Twitter, Maurizio Gasparri.
Stessi toni, ancora, quelli adoperati dal capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta, a Radio Anch’io (Radio Uno): “inviterei, con un sorriso, il Fondo monetario internazionale a trattare i problemi di carattere macroeconomico e finanziario, su questo ha titolo: i problemi di bilancio, la coerenza, i conti, il rientro, l’uscita dalla procedura di infrazione, le grandi riforme e così via. Però poi che ci lasci almeno decidere se vogliamo togliere l’Imu sulla prima casa, se vogliamo riformare la tassazione sugli immobili. Un po’ di sovranità che ce la lasci pure il Fondo monetario”.
Più riflessivo, invece, Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato, per il quale “l’Italia farebbe molto male a sottovalutare le indicazioni del Fondo monetario internazionale sull’Imu, indicazioni che, tra l’altro, corrispondono ad analoghe di altri osservatori internazionali, più di recente della Commissione Europea e dell’Ocse”. “L’Imu – ha spiegato Zanda – è un’imposta che va rimodulata, resa più equa e progressiva, anche attraverso la revisione del sistema catastale, come giustamente ricordato dagli ammonimenti del Fmi. Ma una sua abolizione totale, nelle attuali condizioni, sarebbe molto rischiosa”.