Ormai sembra essere chiaro che il prossimo 16 dicembre nessun italiano verrà chiamato a versare l’Imu sulla prima casa. Il problema non di poco conto era rappresentato dal fatto che fino a poco tempo fa dovevano essere scovati 2,3 miliardi di euro per dare copertura alla seconda rata dell’imposta. Un’operazione tutt’altro che semplice. Fortunatamente, dopo la crisi rientrata di governo, lo spread si sta rapidamente riducendo, e quindi due miliardi di euro potrebbero arrivare da qui.

Il ministero del Tesoro aveva previsto di pagare quest’anno 90,6 miliardi di euro di interessi – calcolando uno spread intorno ai 300 punti. Oggi che il livello è poco sopra i 200 punti si liberano preziose risorse…

Quello che manca dovrebbe arrivare da qualche taglio della spesa o da dei ritocchi nelle accise. Sul tema bisogna aggiungere che il decreto legge che cancella la prima rata dell’Imu non è ancora diventato legge, e come annuncia il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, “non c’è spazio per modifiche”. Si vogliono evitare nuovi scontri all’interno del Pdl ed attacchi ad Angelo Alfano.

Ora resta sul tavolo un problema urgente: ridisegnare la Tasi per evitare che diventi un bagno di sangue per le famiglie a basso reddito e con figli che con il sistema di detrazioni precedenti non pagavano l’Imu…

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