Ieri sera il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha spiegato ad Otto e mezzo le intenzioni del governo Letta: “C’è l’impegno a sostenere il rinvio della rata dell’Imu del 16 giugno e l’impegno politico a ridefinire la materia della tassazione della proprietà immobiliari entro 100 giorni della data di scadenza della prima rata. In questo periodo il Governo sarà impegnato a trovare una soluzione a questo problema e a fornire ai Comuni i mezzi liquidi attraverso anticipazioni della Tesoreria per le loro esigenze di liquidità”.

Insomma, c’è l’intesa ma il decreto su Imu e cassa integrazione dovrebbe arrivare probabilmente domenica – ma ci potrebbero essere dei ritardi. Attenzione, per ora si parla solo di rinvio della rata dell’imposta sugli immobili da giugno a settembre – e non riguarda i capannoni industriali.

Comunque il ministro mette le mani avanti: “Qualche forma di tassazione sulla proprietà immobiliare dovrà rimanere, esiste in tutta Europa”… Intanto Silvio Berlusconi canta vittoria, e immagina i prossimi impegni del governo: “revisione dei poteri e dei metodi di Equitalia perché abbandoni le riscossioni violente e diluisca con più rate i pagamenti e non confischi né la prima casa né i terreni agricoli, né i macchinari delle piccole imprese”.

Il Cavaliere sembra sempre in campagna elettorale, e così immagina passi che i suoi governi in venti anni non hanno mai fatto, come “la riforma del fisco per arrivare in 5 anni ad abolire l’Irap sulle imprese, con un taglio del 2% degli 800 miliardi che è il costo all’anno della macchina dello Stato per appunto introdurre l’Irap e introdurre il quoziente familiare per le famiglie numerose”.

Un’ultima annotazione: per ora del taglio dello stipendio dei ministri non c’è traccia, ed è stato rinviato il nodo esodati.

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