In una fase così difficile, dedicare un miliardo per eliminare l’Imu per meno del 10% degli immobili di maggior valore, ha sottratto preziose risorse per finanziare, ad esempio, il rinvio dell’aumento dell’Iva”. È questo per la “vittoria del Pdl sull’Imu”. È quanto ha scritto ieri sull’Huffington Post il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, dopo la decisione dell’esecutivo Letta di abolire l’imposta municipale unica sulla prima casa.
Il viceministro Fassina, per amor di polemica e ideologia, straparla”, la replica del capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta: “non ci sarà alcun aumento dell’Iva da ottobre, come da accordi di maggioranza. Aspettiamo smentite dal Ministero dell’Economia e delle finanze”.
Ma per il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, “avere dedicato molte risorse all’Imu creerà qualche problema in più sulla questione dell’Iva”, mentre per la Cgil “i fondi sono talmente esigui che servono a coprire solo l’immediata emergenza”, rimanendo “irrisolti i temi della cassa integrazione e degli esodati”.
Di diversa natura i dubbi in sede Ue, con la Commissione che non ha mai nascosto le perplessità sull’abolizione dell’Imu a fronte di un debito pubblico, quello italiano, sempre ai limiti della sostenibilità.
Per il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, “assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche dell’Italia, e in particolare ridurre il suo debito pubblico molto alto, è assolutamente essenziale per restaurare la fiducia e creare le condizioni per una ripresa duratura”. Proprio per questo, ha aggiunto Rehn, è “benvenuta la forte rassicurazione del primo ministro Letta sulla determinazione dell’Italia a rispettare i suoi impegni di bilancio per il 2013”, così come è positiva anche la scelta di “ridurre la spesa invece che di aumentare le tasse”. Ma, ha chiuso il commissario finlandese, è necessaria ora “un’analisi dettagliata delle misure” per verificare se i provvedimenti del governo rispettano i limiti del Patto di stabilità e le Raccomandazioni specifiche all’Italia, tra le quali quella di “spostare la tassazione da persone e lavoro verso beni e consumi”.

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