Riassunto delle puntate precedenti: il decreto legge del governo Letta che abolisce la seconda rata dell’Imu per la prima casa nasconde la sorpresa: nei comuni che hanno aumentato l’aliquota di tale tassa nel corso dell’anno (come Torino, Bologna, Milano, Napoli, etc. etc.) i proprietari dovranno pagare una mini-Imu – con scadenza 16 gennaio 2014 sul 40% dell’aumento deliberato dai comuni.

Il governo avrebbe l’intenzione di trovare le risorse per evitare questa figuraccia – le coperture finanziarie da trovare finora non sono chiare, ho visto stime che andavano dai 180 milioni circa fino al mezzo miliardo di euro… In attesa di sapere quale sarà il nostro futuro, il ministero dell’Economia e delle Finanze offre un servizio online che permette di sapere se il nostro comune ha aumentato o meno la tassa sulla casa.

Sul sito del ministero c’è una pagina dedicata ad un vero e proprio motore di ricerca (clicca qui per entrare) che permette di cercare un comune per vedere se nel 2013 o negli anni precedenti ha prodotto regolamenti o delibere sulle aliquote Imu.

Ovviamente per poterlo utilizzare è necessario avere un po’ di dimestichezza con il burocratese, visto che bisogna poi leggersi i documenti del proprio comune per vedere quali aliquote si applicano ai nostri casi…