“L’Imu è una tassa non equa”, ha dichiarato un rapporto della Commissione Europea.  Questo “avvallo” da parte dell’Europa contro una delle imposte più odiate dagli italiani ha dato il la per il moltiplicarsi di siti legati ad associazioni politiche e non, di cittadini e di consumatori che pensano di unirsi per fare unanimemente ricorso presso lo Stato e chiedere il rimborso della tassa sulla casa.

In particolare è il sito della Lista 3L a dettare un vero e proprio decalogo da seguire per intentare un ricorso che, se accolto anche in un solo caso, potrebbe costituire un precedente per chiunque voglia giovarsi del “diritto” a chiedere la restituzione.

Il fondamento, secondo l’ex ministro Giulio Tremonti, che fa capo alla Lista 3L, è l’incostituzionalità dell’imposta stessa. E’ quindi legittimo, secondo il sito, presentare al proprio Comune l’apposito modulo scaricabile dal sito, e, in caso fosse respinta, fare ricorso alla Commissione tributaria provinciale, chiedendo la verifica della costituzionalità dell’imposta. Se almeno una corte tributaria dovesse rimettere alla Corte costituzionale la verifica dell’Imu, questa sarebbe rimessa in discussione per tutti.

In attesa di vedere l’esito di tali possibili ricorsi, secondo il sito di Altroconsumo

è possibile chiedere il rimborso della quota di Imu pagata in eccesso, in caso . Tutte le istruzioni qui: http://www.altroconsumo.it/soldi/imposte-e-tasse/news/imu-quanto-dovrai-pagare