Chi dovrà pagare la mini-Imu sulla prima casa entro il 16 gennaio? Gli abitanti di 2.436 comuni. Grossomodo un terzo dei proprietari di prime case in Italia. A quanto sembra solo la città di Potenza avrebbe approfittato in zona Cesarini della possibilità di aumentare la tassa, mentre alcuni piccoli comuni avrebbero fatto dietro front ribassando le aliquote che avevano alzato.

Ora ai proprietari di prima casa finiti nella trappola non resta che sperare nel solito emendamento della legge di stabilità. A quanto sembra il governo Letta sta pensando di far pagare la tassa, ma di dare la possibilità di detrarla dalla Iuc – la tassa che dovrebbe inglobare tassa rifiuti ed Imu.

Ovviamente bisogna chiudere la vicenda entro il 16 gennaio (facile quindi immaginare che la parola fine arriverà poco prima tipo per la Befana). La copertura dovrebbe essere di 150 milioni – ma qui le stime fioccano – e arriverebbe dall’aumento della Tasi dalla terza casa in su.

Secondo la Cgia di Mestre gli aumenti – nel 60% di capoluoghi di regione dove si è aumentata l’aliquota – sarà in media di 60 euro per una abitazione di classe A3 e di 103 euro per un appartamento di classe A2. I più tartassati saranno i milanesi con un esborso tra gli 87 e i 200 euro. Saranno chiamati alla cassa gli abitanti di 12 capoluoghi su 20: Ancona, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia e Potenza.

A complicare il quadro ci sono poi le giungle di aliquote da applicare su immobili diversi dalla prima. A Bologna ce ne sono ben 11. Oltre al fatto che i proprietari di prime case dovranno comunque pagare sulle pertinenze oltre alla prima. Se si possiedono due box e una cantina, si dovrà pagare su due di queste pertinenze – e secondo Uil servizio si pagherà in media 96 euro.
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