La Lombardia è la regione italiana con più imprese in rete (507). Al secondo posto c’è la Toscana (405), Emilia Romagna e Veneto sono rispettivamente al terzo e quarto posto (circa 230). Le imprese manifatturiere in rete risultano più competitive: sono le più presenti all’estero con attività di export (45% vs. 25,2% dei competitor non in rete) e partecipazioni estere (9,7% vs. 3,9%) ed hanno una maggiore propensione a brevettare (14,8% vs. 5,3%). Sono alcuni dei risultati del secondo Osservatorio Intesa Sanpaolo-Mediocredito Italiano sulle Reti d’Impresa. Lo studio analizza la realtà delle reti al 30 giugno 2012, con 2.323 imprese coinvolte in contratti di rete.

A partire dalla seconda metà del 2011 si è assistito a una forte accelerazione dei contratti di rete. In pochi mesi le reti registrate sono passate da 79 del giugno del 2011 a 441 a fine giugno 2012, per un totale di 2.323 aziende in rete. Nella metà circa dei casi si tratta di micro-imprese con fatturato inferiore a due milioni di euro. Il resto è composto da piccole imprese (il 30% circa con fatturato compreso tra 2 e 10 milioni di euro) e da imprese di medie dimensioni (il 15% del totale con fatturato tra 10 e 50 milioni di euro).

Le imprese maggiormente rappresentate sono quelle dei servizi (44,5%) e dell’industria in senso stretto (35%). E’ significativa anche la presenza di aziende delle costruzioni (11,1%) e dell’agribusiness (9,3%). La differenziazione produttiva all’interno delle Reti d’Impresa è elevata: una rete su quattro, per esempio, comprende un’impresa dell’industria e una dei servizi.

Sinergie, efficienza produttiva, promozione, distribuzione e innovazione sono i principali obiettivi delle reti, indicati dal 50% circa delle imprese intervistate. Seguono la creazione e l’utilizzo di un marchio comune (34,2%), la realizzazione di progetti legati alla sostenibilità ambientale (22,8%) intesi come investimenti in energie rinnovabili, produzione di beni per servizi ambientali e riduzione delle emissioni di CO2. Sono invece poche le aziende che partecipano ad una rete per ampliare la base produttiva all’estero (3,2%) o in Italia (1,8%).