Nonostante la perdurante debolezza dello scenario congiunturale, le imprese italiane continuano a rivolgersi al sistema bancario per richiedere crediti per finanziare gli investimenti o sostenere l’attività ordinaria. Il numero di finanziamenti richiesti da parte delle imprese nostrane, nell’ultimo aggiornamento riferito al mese di agosto, non solo conferma l’andamento positivo degli ultimi mesi, ma fa registrare una crescita a doppia cifra, +12% ponderato a parità di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2011. Era da gennaio 2011 che non accadeva, quando l’incremento era stato del 10%. E’ questa l’istantanea contenuta nel consueto barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle imprese italiane, elaborato sulla base del patrimonio informativo di EURISC, il sistema di informazioni creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 8 milioni di posizioni creditizie attribuite a utenti business.

Se si passa poi in rassegna la domanda aggregata nei primi otto mesi del 2012 emerge una sostanziale stabilità rispetto al corrispondente periodo del 2011 (+0,3%), che si mantiene anche in riferimento agli anni precedenti.

“In Italia la domanda interna continua a mostrare segnali di debolezza, che si riflette sulla continua erosione della redditività delle imprese e, conseguentemente, della loro capacità di autofinanziamento – commenta Simone Capecchi, direttore sales & marketing di CRIF -. Per questa ragione le imprese hanno mantenuto elevata l’esigenza di credito anche in questa fase di congiuntura negativa. Questo però si scontra con la maggiore cautela da parte degli istituti di credito, alle prese con le difficoltà nel funding, requisiti di capitale più stringenti e la rischiosità dei propri portafogli di clientela”.

Analizzando la domanda di credito da parte delle imprese in funzione dell’importo spicca che da gennaio ad agosto il 32% delle richieste si è concentrato nella fascia fino a 5mila euro (nei primi 8 mesi 2011 in questa classe si collocava quasi il 37% delle richieste), seguite da quelle comprese tra 20 e 50 mila euro (21% del totale, erano il 20% nei primi 8 mesi 2011) e da quelle superiori ai 50mila euro (18% sia nel 2012 che nel 2011) e tra 10 e 20 mila euro (18%, erano 16% nello stesso periodo del 2011).