Secondo uno studio pubblicato oggi dal Credit Suisse Research Institute e da Ernst & Young il 60% delle imprese di famiglia ha registrato un aumento dei ricavi di almeno il 5% nel 2011. A differenza di altre attività questo modello imprenditoriale conferma la propria solidità nonostante il rallentamento economico e la crisi dell’eurozona. Non solo: grazie a uno stile di gestione diverso e incentrato sugli investimenti a lungo termine, le imprese di famiglia ottengono risultati migliori delle società ad azionariato diffuso, confermando il loro grande successo. Lo studio si basa su un sondaggio, unico nel suo genere, condotto su imprese di 33 paesi appartenenti al Family Business Network International e analizza nel dettaglio le caratteristiche di imprese di famiglia quotate e non, piccole e grandi, antiche e recenti. La ricerca affronta le questioni congiunturali e strutturali che le imprese di famiglia hanno dovuto affrontare, come la sostenibilità e la governance, o ancora i problemi di capitale umano posti dalla successione e dalla gestione dei talenti.

I principali fattori di successo di un’impresa di famiglia secondo lo studio sono:
Performance e solidità: questo modello imprenditoriale ha consentito di superare il difficile momento congiunturale e allo stesso tempo si è sempre rivelato vincente sia per la famiglia sia per gli investitori esterni. Negli ultimi cinque anni il Credit Suisse Family Business Index ha espresso una sovraperformance dell’8% rispetto ai listini azionari corrispondenti.
Capacità di far fronte alla crisi dell’area euro: Solo il 15% delle imprese di famiglia indicano la crisi del debito sovrano europeo come la preoccupazione principale. I mercati esterni non sono preclusi alle imprese di famiglia, oltre la metà degli intervistati affermano che l’accesso al credito non è cambiato.
Prospettiva di lungo termine: la solidità di queste imprese sembra essere legata alla loro ottica di lungo termine e all’approccio “la qualità in primis” specie per quelle che operano da più generazioni. Per almeno i tre quarti degli intervistati un orizzonte di lungo è chiave per il successo preferendo un modello di finanziamento interno piuttosto che esterno. Il 40% accetta di aspettare anche un decennio per un ritorno degli investimenti. Il modello è quello di “capitale paziente” ma che comunque ripaga.
Coesione familiare: quando si parla di ricambio generazionale, le famiglie si uniscono. C’è un forte desiderio di tramandare l’attività e le imprese insistono sull’esigenza di programmare per tempo la successione pur consci delle difficoltà che molte imprese famigliari fanno fatica ad andare oltre la prima generazione.
Sostenibilità: infine, la sostenibilità – finanziaria e sociale – è uno dei pilastri di un’impresa di famiglia. Stando al sondaggio, il 72% delle aziende arrivate alla seconda generazione, o anche oltre, sostiene di perseguire una strategia ispirata a “criteri ambientali, sociali e gestionali”. In effetti, se la gestione lascia talvolta a desiderare, il giudizio di sostenibilità assegnato alle imprese di famiglia quotate in borsa di solito è positivo.