Lo stato e l’erario, in questo periodo, battono cassa e fino alla metà di luglio chiedono a chi ha degli immobili o delle attività all’estero di regolarizzare la posizione con il fisco. Vediamo qualche punto saliente del vademecum dell’Agenzia delle Entrate. 

Ci sono delle nuove imposte che servono per tassare le attività finanziarie detenute all’estero e gli immobili di proprietà situati fuori dai confini italiani. Nel primo caso la tassa da pagare si chiama IVIE, nel secondo caso i contribuenti devono cercare informazioni sull’IVAFE.

Per pagare questo tipo d’imposte c’è tempo fino al 9 luglio e non è necessario pagare alcuna maggiorazione del prezzo. Chi invece paga entro il 20 agosto dovrà considerare una penale dello 0,40% in più.

Entrando nel dettaglio del calcolo di queste imposte scopriamo che l’Ivie è dovuta nella misura dello 0,76% in proporzione sia alla quota dell’immobile detenuta sia in base ai mesi proprietà effettivi. Se non si arriva a 200 euro con il calcolo, il contribuente è esentato dal pagamento delle imposte descritte.

L’IVAFE, invece, cerca di tassare le attività finanziarie che i contribuenti detengono all’estero, per esempio conti correnti o libretti di risparmio. L’imposta è proporzionata alle ricchezze detenute tranne nel caso in cui il contribuente abbia i conti in Islanda e Norvegia, in quel caso si paga una misura fissa.