L’imposta di registro è tecnicamente un’imposta indiretta che si deve versare per la registrazione di una scrittura, sia essa pubblica oppure privata. È dovuta nel caso in cui si acquisti un appartamento oppure si dia o si prenda in locazione un immobile e il suo valore viene commisurato alle somme indicate all’interno della scrittura che viene presentata per la registrazione.

L’imposta di registro è dunque dovuta nel momento in cui la scrittura – pubblica o privata – viene presentata presso l’apposito ufficio dell’Agenzia delle Entrate, affinché venga registrata e non se ne possano più modificare data o contenuto. L’imposta colpisce il trasferimento di ricchezza che si viene a determinare quando si vende o si loca un immobile.

L’imposta di registro è commisurata anche in base al fatto che l’immobile in questione sia considerato come prima o seconda casa. Nel caso in cui si tratti di prima casa, infatti, vi è una serie di agevolazioni di cui poter usufruire.

Imposta di registro seconda casa: tassazione

Nel caso in cui l’immobile acquistato/venduto oppure locato possa essere considerato come seconda casa, la tassazione che si applica in fase di registrazione del contratto è la seguente:

  • se si tratta di acquisto di seconda casa da un privato, l’imposta di registro è del 9 per cento sul valore indicato all’interno del contratto
  • se si tratta invece di acquisto di seconda casa da un’impresa esente da Iva, l’imposta di registro è sempre del 9 per cento
  • se si tratta di acquisto di seconda casa da un’impresa soggetta ad Iva (solitamente al 10 per cento, 22 per cento per immobili di lusso), l’imposta di registro è pari a 200 euro

All’imposta di registro vanno poi eventualmente associate l’imposta catastale o ipotecaria.