L’imposta di registro è un’imposta indiretta che i contribuenti pagano tutte le volte che intendono annotare un atto scritto nell’Ufficio del Registro. Si calcola in percentuale al valore della proprietà che passa di mano. Dall’inizio del 2014 sono entrate in vigore delle aliquote ridotte per l’acquisto della prima casa: il 2% – per la seconda casa passa al 9% (e per i trasferimenti di terreni tra non imprenditori agricoli si arriva al 15%).

Perché si possa parlare di prima casa è necessario che l’acquisto venga fatto da un privato. Si calcola a partire dal valore dell’immobile – e in alcuni casi che riguardano l’acquisto dell’abitazione principale (sarebbe meglio consultare il notaio) si può scegliere che la base imponibile sia determinata a partire dalla rendita catastale rivalutata. L’imposta di registro normalmente si paga con il modulo f23 oppure f24, nel caso dell’acquisto della prima casa, si paga direttamente al notaio – che poi provvederà a versarla allo Stato.

Se l’acquisto viene effettuato da una società – per esempio un’impresa costruttrice -, questa deve pagare l’Iva – in questo caso agevolata al 4%. La legge prevede che la registrazione sia da effettuarsi entro un termine fisso che in genere è pari a 20 giorni – si passa a 60 giorni per gli atti formati all’estero.