Per le locazioni la legge prevede l’obbligo di registrazione nel caso in cui la durata sia superiore ai 30 giorni complessivi in un anno. In generale l’imposta di registro è un tributo indiretto dovuto per la registrazione di una scrittura, pubblica o privata, quale il contratto di locazione. Tale registrazione implica quindi il pagamento della tassa di registro o, in alternativa, della cedolare secca che, in caso di proprietario/locatore dell’immobile dato in affitto per uso abitativo, sostituisce il pagamento, come tassa sul reddito di affitto, l’imposta di registro e i bolli.

Quando versare l’imposta di registro

A seconda della scelta effettuata, cambiano le tempistiche per effettuare gli adempimenti:

  • scegliendo l’imposta di registro e la registrazione del contratto presso un ufficio dell’Agenzia il pagamento va effettuato prima della registrazione;
  • scegliendo di registrare il contratto telematicamente i due adempimenti possono avvenire contemporaneamente;
  • scegliendo di pagare la cedolare secca, la liquidazione dell’imposta avverrà in sede di dichiarazione dei redditi annuale.

Contratti locazione: sanzioni

Il contratto di locazione va registrato entro 30 giorni dalla stipula, la sanzione in caso di accertamento va dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Provvedendo entro 60 giorni la sanzione cala e può variare dal 60 al 120% con minimo 200 euro (*).

L’imposta di registro va liquidata entro 30 giorni dalla data di stipula dei contratti, scritta o verbale che sia o, se anteriore, dalla data di inizio della loro esecuzione.

Locazioni: ravvedimento operoso

Se si superano i termini di legge per la registrazione del contratto è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, a patto che non vi siano stati accertamenti da parte dell’Agenzia delle entrate. Il vantaggio del ravvedimento operoso consiste nell’applicazione di sanzioni ridotte. In caso di contratto con imposta di registro:

  • entro 90 giorni dalla scadenza, sanzione al 12% (un decimo della sanzione minima);
  • entro un anno dalla scadenza, sanzione al 15% (un ottavo della sanzione minima);
  • entro due anni dalla scadenza, sanzione al 17,14% (un settimo della sanzione minima);
  • oltre due anni dalla scadenza, sanzione al 20% (un sesto della sanzione minima).

Oltre alla sanzione dovranno essere pagati gli interessi legali calcolati giorno per giorno (dal 1/1/2016 allo 0,250% prima allo 0,5%).

In caso di mancato pagamento dell’imposta di registro, sia in caso di prima registrazione che di proroga, cessione o risoluzione, la sanzione in caso di accertamento è pari al 30% ridotta al 15% con pagamento entro 90 giorni o all’1% giornaliero se pagata entro 15 giorni.

Con il ravvedimento operoso è possibile saldare l’imposta dovuta e regolarizzare la propria posizione versando le seguendi sanzioni ridotte e interessi legali:

  • entro 15 giorni dalla scadenza, applicando la sanzione ridotta allo 0,10% calcolato per ogni giorno di ritardo (“ravvedimento brevissimo”);
  • entro 30 giorni dalla scadenza, applicando la sanzione ridotta pari al 1,5% (un decimo della sanzione prevista, pari al 15%);
  • entro 90 giorni dalla scadenza, applicando la sanzione ridotta pari al 1,67% (un nono del 15%);
  • entro un anno dalla scadenza, applicando la sanzione ridotta pari al 3,75% (un ottavo del 30%);
  • entro due anni dalla scadenza, applicando la sanzione ridotta pari al 4,29 (un settimo del 30%);
  • oltre due anni dalla scadenza, applicando la sanzione ridotta pari al 5% (un sesto del 30%).

In tutti i casi dovranno essere liquidati anche gli interessi legali calcolati giorno per giorno.

Modalità di versamento

Per i versamenti possono essere utilizzati il modello F23 (se ci si reca in banca) o il modello F32 (se ci si rivolge alla posta), pagando unitamente importi dovuti, sanzioni ed interessi, utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 115T: imposta di registro per contratti locazione, prima annualità;
  • 112T: imposta di registro per contratti locazione, annualità successive;
  • 671T: Sanzioni;
  • 731T: Interessi.

La causale del versamento, nel caso di ravvedimento, è “SZ”.

Imposta registro: prescrizione e decadenza

La prescrizione è la sanzione per non aver esercitato un diritto nei termini, dunque un credito prescritto è un credito estinto. Un credito si definisce invece decaduto se non è esercitata una determinata azione necessaria ad acquisire un diritto.

Per l’imposta di registro l’articolo 76 DPR n. 131/1986 prevede espressamente che:

  • l’imposta di registro relativa agli atti non presentati per la registrazione obbligatoria, può essere richiesta, pena la decadenza, entro il termine di cinque anni dal giorno in cui avrebbe dovuto essere richiesta la registrazione o si è verificato il fatto che legittima la registrazione d’ufficio;
  • l’avviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta di registro, deve essere notificato entro il termine di decadenza di due anni dal pagamento dell’imposta proporzionale;
  • l’intervenuta decadenza non dispensa dal pagamento dell’imposta in caso di registrazione volontaria o quando si faccia uso dell’atto.

L’imposta deve essere richiesta, a pena di decadenza, entro il termine di tre anni decorrenti, per gli atti presentati per la registrazione o registrati per via telematica:

  • dalla richiesta di registrazione, se si tratta di imposta principale;
  • dalla data in cui è stata presentata la denuncia, se si tratta di imposta complementare; dalla data della notifica della decisione delle commissioni tributarie ovvero dalla data in cui la stessa è divenuta definitiva nel caso in cui sia stato proposto ricorso avverso l’avviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta. Nel caso di occultazione di corrispettivo, il termine decorre dalla data di registrazione dell’atto;
  • dalla data di registrazione dell’atto ovvero dalla data di presentazione della denuncia, se si tratta di imposta suppletiva.

Il credito dell’amministrazione finanziaria per l’imposta definitivamente accertata si prescrive in dieci anni.