L’imposta di registro è un’imposta indiretta che i contribuenti pagano tutte le volte che intendono annotare un atto scritto nell’Ufficio del Registro. Nel caso della locazione la base imponibile è rappresentata dal canone annuo moltiplicato per le annualità del contratto (oppure dal semplice canone annuo).

La percentuale da applicare alla base imponibile è del 2% per i fabbricati a uso abitativo, dell’1% per i fabbricati strumentali se la locazione è effettuata da soggetti passivi Iva (2% negli altri casi), dello 0,5% per i fondi rustici, ed infine del 2% per gli altri immobili.

Ci sono poi i casi particolari. Per esempio, i contratti di locazione a canone concordato contratti in un comune “ad elevata tensione abitativa” godono di una riduzione del 30% della base imponibile. Si può scegliere di pagare l’imposta anno per anno – in questo l’imponibile è rappresentato dal canone annuo – oppure per tutto il periodo del contratto.

Nel primo versamento, se si paga l’imposta anno per anno, non si può pagare meno di 67 euro. Nel calcolo dell’imposta di registro non bisogna considerare l’importo del deposito cauzionale, e se si decide di versare la tassa anno per anno, bisogna farlo entro trenta giorni dalla scadenza della precedente annualità.

Se decidiamo di pagare tutto subito possiamo ottenere uno sconto – che è pari allo 0,5% dal primo gennaio del 2015, ovvero la metà del tasso di interesse legale. Per chi paga tutto in un’unica soluzione c’è sempre la possibilità di ottenere il rimborso di quanto pagato se il contratto viene disdetto prima della sua naturale scadenza.

Se si sceglie di pagare anno per anno, l’imposta, a partire dal secondo anno, può anche essere di importo inferiore a 67 euro. Sui contratti di locazione c’è anche da pagare l’imposta di bollo, pari a 16 euro ogni 4 facciate del contratto, e comunque ogni 100 righe.