Cosa succede a queste tasse dall’inizio di quest’anno? Le novità sono diverse, per esempio si riduce l’imposta di registro per l’acquisto della prima casa – che passa dal 3 al 2%, ma c’è un valore minimo di mille euro. Per gli altri trasferimenti immobiliari si sostituisce una giungla di casi, per cui avevamo un’aliquota che poteva cambiare – dal 3 al 15% – con un tasso unico del 9% (anche in questo caso abbiamo un importo minimo di mille euro).

C’è poi un terzo caso: i conferimenti di immobili strumentali in società – si tratta di operazioni non imponibili ai fini Iva – dovranno pagare un’imposta di registro al 4%. Per quanto riguarda le imposte ipotecarie e catastali, bisognerà pagarle in misura fissa – 50 euro per ognuna delle due tassazioni – se si è soggetti all’imposta di registro al 2 e al 9%.

Negli altri casi in cui è dovuta l’imposta fissa di registro e quella ipotecaria catastale – per cui finora bisognava pagare 168 euro – ora bisognerà pagare un po’ di più: duecento euro. Bisogna poi considerare l’esenzione completa da imposta di bollo, tributi speciali catastali e tasse ipotecarie.

Resta da chiarire un punto: cosa succede agli atti che vengono stipulati nel 2013 e presentati per la registrazione nell’anno successivo? Sul tema l’Agenzia delle Entrate non ha espresso una posizione univoca, ma la regola generale dovrebbe essere quella che vale la data di stipula, o nel caso di una scrittura privata dell’autentica.

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