Il made in Italy, espressione con la quale indichiamo le aziende tricolore, ha chiuso il 2011 con un grande fatturato determinato dalla consistenza dell’export.

La domanda estera è stata determinante per le aziende italiane nel 2011 e continuerà ad essere il sostegno più grande alla nostra industria anche nel 2012, anno in cui l’export contribuirà a determinare l’1,5% del PIL.

Le aziende italiane piacciono alle industrie estere che comprano i nostri prodotti e contribuiscono a non far sentire il peso del credit crunch. Purtroppo in Italia la morsa nella quale è stretto il credito sta facendo appassire l’imprenditoria del territorio.

Ci sono poi altri fattori che penalizzano le aziende, tra questi, spiega Marco Fortis, anche l’incertezza del diritto, l’inadeguatezza del sistema infrastrutturale italiano e i costi energetici.

Di fatto però, a dicembre, il dato mensile destagionalizzato delle esportazioni italiane è arrivato ad uno quota record. Dopo aver perso il 30 per cento dei ricavi nel 2008-2009 a causa del crack mondiale, oggi l’industria italiana dimostra di aver recuperato terreno e guadagnato anche qualcosa.

Oltre al manifatturiero, sono parecchio importanti le aziende che operano nel settore del fotovoltaico. In quest’ultimo ambito i dati definitivi dovrebbero confermare le buone soglie già rilevate nel 2008 e attestare l’Italia a livelli più interessanti della stessa Germania.