I principali indici azionari statunitensi hanno vissuto una seduta contrastata, con il Dow Jones Industrial che ha superato i 13 mila punti per la prima volta dal 2008 e lo S&P500 al massimo degli ultimi 4 anni prima di chiudere praticamente invariati sulla scia del balzo del prezzo del petrolio. L’approvazione di un secondo piano di salvataggio della Grecia non ha dissolto tutti i dubbi degli investitori sul futuro dell’area Euro ed è stato accolto con freddezza.

Petrolio in rialzo per le tensioni in Iran

Il prezzo del petrolio ha registrato il massimo degli ultimi nove mesi ed è tornato nelle ultime sedute stabilmente sopra la soglia dei 100 Dollari al barile per le tensioni in Iran, che potrebbe bloccare le proprie esportazioni verso l’Europa ben prima che l’embargo nei suoi confronti deciso dall’Unione Europea entri in vigore in estate.

In USA il prezzo del gasolio ha superato in media nazionale i 3,5 Dollari al gallone e gli analisti temono possa salire fino a 5 Dollari al gallone, soglia che, a parere degli esperti, potrebbe avere un impatto negativo sulle spese dei consumatori nel corso dell’estate ed anche avere un peso nella corsa alla Casa Bianca in autunno.

I petroliferi sono stati gli unici beneficiari del rialzo del greggio, mentre i titoli più legati alle spese dei consumatori hanno sofferto: ad esempio, l’indice delle compagnie aeree ha perso il 6,4%. Wal Mart è arretrata del 3,9% dopo avere annunciato risultati trimestrali inferiori alle attese degli analisti per i bassi margini che la società riesce a ricavare dalla vendita dei propri prodotti a causa delle difficoltà delle famiglie a basso reddito, il proprio target di clientela. Al contrario, la catena di negozi a target più alto Macy’s è salita dell’1,2% grazie ai buoni risultati e alle buone prospettive annunciate per il 2012.