Con la morsa del freddo che non sembra allentarsi sull’Italia, le varie associazioni di categoria stanno già facendo i primi conti per valutare quanto questo possa pesare sull’economia italiana. Secondo Coldiretti il maltempo sarebbe costato fino ad ora almeno 1,5 miliardi di Euro all’intero sistema produttivo tra i danni causati ed il fermo delle attività nel settore agricolo, industriale e dei servizi, anche pubblici. Coldiretti evidenzia come l’agroalimentare sia stato il settore più colpito con danni stimati pari complessivamente a mezzo miliardo di euro lungo tutta la filiera alimentare.  

Tuttavia un conto pesante è stato pagato anche dai numerosi distretti dell’attività manifatturiera presenti nelle aree colpite dal maltempo. Questo non solo per i danni  immediati determinati dal blocco delle attività, ma anche per i danni strutturali come il crollo di intere strutture produttive, dai capannoni industriali alle stalle con la distruzione di macchinari e la morte di migliaia di animali allevati, tra mucche, pecore, cavalli, conigli e polli. 

Il conto per l’agricoltura, però, potrebbe non essere ancora definitivo, perché se le temperature dovessero restare sotto i dieci gradi anche nei prossimi giorni potrebbero essere danneggiate anche le circa 100 milioni di milioni di piante di ulivo coltivate nelle zone interessate dal maltempo, al pari di quanto è avvenuto con le gelate del 1985. 

Un danno enorme è accusato anche dai consumatori. Secondo Pietro Giordano di Adiconsum il blocco dei TIR prima ed il maltempo poi hanno spinto all’insù non solo i prezzi degli alimentari ma a anche quelli non direttamente collegati a questi dati. Per questo motivo Giordano chiede che Ministero e Mr. Prezzi indaghino per sanzionare chi specula. Come risultato degli ultimi rialzi, il costo della spesa è aumentato di quasi 1 euro al giorno, 16 euro al mese e 201 euro all’anno.