Le autorità devono aprire ulteriormente i cordoni della liquidità per sostenere l’economia e combattere la deflazione. E’ quanto suggerito dal Fmi nell’ultimo rapporto sul Giappone pubblicato oggi. Gli esperti di Washington rimarcano come l’economia nipponica si è rialzata con forza dopo il violento terremoto del marzo 2011 grazie alle spese di ristrutturazione e ai maggiori consumi privati, ma deve fare i conti con  un debole export che paga le difficoltà che sta incontrando l’Europa.  Inoltre c’è il fattore yen. “Il tasso di cambio si è apprezzato nel corso dell’ultimo anno anche a causa degli afflussi di capitale dovuti alla ricerca di asset rifugio – rimarca il Fmi -  e la nostra analisi suggerisce che lo yen è moderatamente sopravvalutato in una prospettiva a medio termine”. In tal senso l’Fmi ritiene che il programma di acquisto di asset potrebbe essere sostanzialmente ampliato al di là dei piani attuali per aumentare la probabilità di raggiungere l’obiettivo di inflazione dell’1% entro la fine del 2014. Le stime del Fmi sul Giappone sono di una crescita nell’ordine del 2% circa quest’anno e dell’1,75% il prossimo con inflazione vicina allo zero. I rischi al ribasso per l’economia risultano comunque in aumento a causa delle turbolenze in Europa e il rallentamento di altre economie avanzate ed emergenti.

Venerdì si riunisce la BoJ

Il rapporto del Fmi ha avuto subito degli effetti sul mercato valutario con un veloce deprezzamento dello yen. Il cross dollaro/yen è salito fino a 79,68 yen mentre quello euro/Y è arrivato fino a 99,72 proprio sulle attese di un aumento delle misure di allentamento monetario da parte delle autorità giapponesi.
Venerdì 15 giugno si riunirà la Bank of Japan che quest’anno già due volte, a febbraio e ad aprile, ha aumentato l’entità del suo piano di allentamento quantitativo volto a stimolare l’economia salito a complessivi 40.000 mld di yen.