Quando pensiamo ad un’economia che gira viene in mente sempre il settore sportivo e soprattutto il calcio, rovinato nell’ultimo periodo dalla questione delle scommesse illecite. In realtà ci sono delle squadre, non coinvolte nelle scommesse che comunque non se la passano bene. Triestina, Spal, Piacenza e Taranto. Sono queste le squadre di calcio che hanno militato anche in serie A e serie B e che non attraversano un periodo molto florido dal punto di vista economico. Due delle quattro sono state definitivamente depennate dall’elenco delle squadre iscritti ai campionati italiani.

Iniziamo dalla Triestina che era già fallita nel 1994, poi rientrata in corsa nella Serie B, è appartenuta nell’ultima fase della sua esistenza a Sergio Aletti, un immobiliarista. L’ultimo campionato disputato, quello appena concluso, l’ha vista protagonista della Prima divisione della Lega Pro. Peccato che i 5 milioni di debiti accumulati hanno fatto fallire la società, ormai fuori da ogni campionato.

Una storia analoga per il Piacenza che tra fallimenti e retrocessioni era finito in Lega Pro. Adesso la società chiude i battenti e lo stadio sarà imprestato comunque alla serie B dove corre il Pro Vercelli.

La SPAL è una squadra emiliana attualmente nelle mani di Cesare Butelli che deve recuperare in poco meno di un mese e mezzo circa due milioni di euro. In virtù delle agevolazioni fiscali previste per le zone colpite dal sisma, dovrebbe avere un margine maggiore per sanare la situazione.

Il Taranto è in grave difficoltà, non riesce a pagare nemmeno gli stipendi dei giocatori. Il fallimento non è ancora una prospettiva ma per la prossima stagione devono essere portati nelle casse della società almeno 10 milioni di euro.