Le bollette di gas e luce salgono a ritmo sostenuto e accolgono il rientro a casa del cittadino che probabilmente ha già subito il prelievo alla pompa di benzina. Da lunedì scattano gli aumenti decisi dall’Authority per l’energia, legati all’aumento del prezzo del barile di petrolio. Si pagherà l’1,1% per cento in più nel momento in cui si accende il forno, l’1,4% se il forno è elettrico. L’ultimo ritocco delle tariffe era scattato a giugno, +2,6% per il gas e +0,2% per la luce.
La casa rischia così di trasformarsi in un pozzo nero per i redditi delle famiglie italiane. Secondo uno studio della Cgil sono oltre tre milioni le famiglie italiane che vedono il 40% dei propri guadagni andarsene in spese per la casa. Alla luce e al gas vanno aggiunte le tasse sull’abitazione e sui servizi urbani (spazzatura et similia), le manutenzioni, il mutuo o l’affitto. Il peso dei costi dell’abitazione è passato, secondo la Cgil dal 28,4 percento del 2010, a oltre il 31% nel 2012 in media considerando tutte le famiglie.
Oltre tre milioni di famiglie che si trovano, secondo questi parametri, in condizioni di disagio. La differenza rispetto allo scorso anno, in soldoni, è di circa 400 euro e con un carrello della spesa che cresce più di quanto non dicano i dati ufficiali sull’inflazione la situazione rischia di deteriorarsi ancora.
Secondo Laura Mariani, responsabile delle Politiche abitative della Cgil, affitto e mutui sono gli elementi “che creano le maggiori difficoltà” tanto che “quasi una famiglia su due tra quelle che si trovano a pagare un mutuo fanno fatica o hanno difficoltà a pagare le rate”.