Il mercato dell’Ict non ha trovato la strada della crescita nemmeno nel 2011, anche se fra tante criticità e ostacoli l’economia digitale sta cominciando a penetrare anche lungo alla Penisola. Colpa della crisi e di manovre restrittive si legge nell’ultimo rapporto Assinform sull’andamento dell’Information & Communication Technology nel 2011, elaborato in collaborazione con NetConsulting e presentato questa mattina a Milano.

IT cala del 3,6% nel 2011

La spirale ribassista non si arresta. Dopo le pesanti performance registrate nel 2009 e nel 2010 anche il 2011, in balia della crisi e delle manovre restrittive, hanno visto il settore italiano dell’Ict calare complessivamente del 3,6% rispetto all’anno precedente, con la più forte contrazione, pari al 4,1% dell’Information Technology.

Per il 2012 le stime fornite da Assinform indicano un comparto Ict ancora in sofferenza, se pur in recupero con un trend intorno al -2,2%, che declinato per l’It  dovrebbe segnare  -2,3% e per le Tlc attestarsi a -2,1%. “Siamo tuttavia consapevoli che queste previsioni potrebbero essere rapidamente riviste al rialzo, qualora il Paese riuscisse a cogliere a pieno l’opportunità di attuare l’agenda digitale come agenda per la crescita, dotandosi di un piano operativo che detti regole e tempi certi per realizzare lo switch off digitale della Pa  e valorizzare, quei segmenti emergenti di economia collegati all’uso del web e alla diffusione dei servizi e dei contenuti digitali, che già oggi in Italia stanno creando nuovi modelli di business, start up innovative, nuove occasioni di lavoro”. Questo il commento del presidente di Assinform, Paolo Angelucci, che lascia intravedere uno spiraglio di positività per l’anno in corso.

 Nel corso della sua presentazione a Milano Angelucci ha sottolineato come “l’Italia è in forte ritardo sull’attuazione dell’agenda digitale. Ma ormai vi sono tutti i presupposti per farla decollare, dalla Cabina di regia del Governo, alle numerose iniziative di enti locali, all’emergere di importanti attività di economia e infrastrutturazione digitali sul territorio. Per questa ragione, a suo avviso, bisogna avere un piano operativo/esecutivo che coordini e detti regole e tempi certi entro cui procedere allo switch off digitale del Paese. E’ questa la cornice strategica che potrà offrire all’Italia nuove opportunità di crescita e di sviluppo.

Il futuro è “Global digital market”

Il nuovo rapporto Assiform propone tuttavia il superamento della visione tradizionale del mercato Ict con la classificazione di “Global digital market”, in cui crescono a un ritmo in alcuni casi davvero impressionante come e-reader (+719%), smart tv (+92%), tablet (+125%). Performance positive anche cloud (+34,6%), It per web (+9,9%), contenuti digitali e pubblicità on line (+7,1%),accessi a banda larga (+1,1%). A dimostrazione del fatto che chi punta e sta puntando su Internet cresce. La nuova classificazione del mercato Ict porta a una valutazione del mercato pari a quasi circa 70 miliardi di euro (all’incirca 11 miliardi in più rispetto al perimetro tradizionale).