Diciamolo subito per non spaventare troppo chi legge. Questa top ten non sono delle previsioni ufficiali della Saxo Bank, ma come dice Steen Jakobsen, chief economist dell’istituto di credito, si tratta di “un esercizio per sondare i maggiori rischi nella preservazione del capitale, e hanno l’obiettivo di incoraggiare gli investitori a prepararsi al peggiore scenario possibile prima di fare trading”. Ecco i dieci eventi che potrebbero avere un effetto dirompente sul 2014.
1. L’Unione Europea impone una tassa sulla ricchezza
La crescita nella Ue non arriva mentre si affaccia sempre più reale lo spettro della deflazione. Per dare un shock all’economia, la Commissione Europea impone una tassa del 10% sui risparmi superiori ai 100.000 euro. Per chi crede a questa possibilità è consigliabile vendere asset finanziari per comprare asset tangibili.

2. Alle elezioni europee vincono i partiti anti Unione Europea
Dopo le elezioni di maggio, un’alleanza europea tra partiti contrari all’Unione diventa il maggior gruppo in parlamento. Riusciranno ad eleggere un presidente del Parlamento tra di loro e contemporaneamente i governi e capi di stato europei non riusciranno ad esprimere un presidente della Commissione Europea.

3. Nel 2014 scoppia la bolla dei Fat Five
I Fati Five sono un piccolo gruppo di azioni tecnologiche con un prezzo di Borsa che è circa 7 volte la valutazione di mercato. Si tratta di Amazon, Netflix, Twitter, Pandora Media e Yelp e potrebbero essere una nuova bolla che si è sviluppata dentro una vecchia

4. Deflazione negli Stati Uniti
Gli indicatori mostrano che l’economia Usa sta ripartendo, ma per esempio il mercato immobiliare resta ancora fragile e i salari non aumentano. Basterebbero tensioni tra Congresso e Presidente sul tetto al debito per ritornare a mettere piombo sui dati relativi ad investimenti, occupazione e fiducia. E gli Stati Uniti potrebbero trovarsi a fronteggiare uno scenario deflattivo.

5. La Germania entra in recessione

6. Il CAC 40 crolla del 40% per i problemi dell’economia francese

7. Il quantitative easing Usa continuerà sui mutui ipotecari

8. La quotazione del petrolio crolla a 80 dollari al barile seguito da un forte rimbalzo

9. Il cambio delle valute dei Fragile Five (Brasile, India, Indonesia e Turchia) si svaluta del 25% contro il dollaro

10. La Banca del Giappone cancella il debito pubblico per rispondere all’apprezzamento del cambio col dollaro fino a quota 80

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