(Finanza.com) I bond denominati in Renminbi – secondo quanto discusso durante il convegno “Renminbi Bonds: an attractive funding opportunity for Italian issuers” promosso dallo studio legale Clifford Chance dalla Fondazione Italia Cina – sono interessanti per due tipi di investitori: aspiranti bond holders cinesi disposti ad acquistare il debito delle aziende estere, le quali in questo modo si assicurano l’accesso ad un bacino di liquidità sempre più rilevante; oppure aziende estere con sede in Asia, che possono così emettere obbligazioni proprie in valuta locale, senza lo svantaggio della conversione da euro o dollari. “Tecnicamente, però, nulla vieta che queste emissioni diventino interessanti anche per la clientela retail”, spiega Carlo Galli, esperto in materia fiscale di Clifford Chance, secondo il quale non ci sono impedimenti “tecnici” nemmeno per l’emissione di titoli di Stato esteri in Renmimbi. Gli unici impedimenti sono legati agli aggravi fiscali che gravano sugli investitori che si trovano ad Hong Kong, che al momento non appartiene alla “white list” internazionale. “Un problema che verrà risolto entro fine anno, quando Hong Kong entrerà nella white list”, assicura Galli. “In questo modo si avrà un risparmio del 20% per gli investitori, un incentivo non da poco per i detentori di liquidità cinese ad investire nel debito europeo”.